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ARTE E LUSSO DELLA SETA A GENOVA DAL'500 AL'700

Sulla via della seta, che va dalla Cina all'India, all'Iran, al Medio Oriente e giunge fino in Europa, incontriamo Genova. All'inizio la città ligure fu solo luogo di scambi e mercati, poi ne divenne produttrice e per almeno un secolo, il Cinquecento, primeggiò nell'arte della tessitura. Questa mostra porta alla luce le testimonianze di un'epoca splendida, in cui la città era avvolta nella ricchezza ed eleganza di una materia tanto preziosa e raffinata. Due sono le sedi di questa preziosa esposizione, il Palazzo Ducale e la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, e oltre 150 sono i pezzi pregiati scelti da Marzia Cataldi Gallo - storico dell'arte presso la Soprintendenza ai Beni artistici e storici della Liguria - cui è affidato il compito di illustrare il periodo d'oro di Genova, cioè i tempi in cui su un totale di 60.000 abitanti erano impegnate nel settore tessile ben 15.000 persone e 38.000 svolgevano attività ad esso collegate, permettendo così all'industria della seta di superare rapidamente tutte le altre attività industriali e rendendo la città ligure una delle più importanti produttrici d'Europa.

Nella prima sede, Palazzo Ducale, sono ospitati prevalentemente esemplari pregiatissimi d'arte tessile locale i più antichi dei quali risalgono al periodo rinascimentale.
Ambientati dalla mano sapiente di Pier Luigi Pizzi, poltrone, stipi, cuscini, tessuti d'abbigliamento, damaschi, velluti, sete profane, ma anche pianete, piviali e paramenti sacri sono esposti accanto a sculture e dipinti, fra i quali ci sono opere di Andrea Ansaldo, Domenico Fiasella, Domenico Piola e Bernardo Strozzi.
Due sale, inoltre, sono dedicate ai mezzari, i grandi teli di cotone a tema floreale policromo con i quali le donne amavano ornarsi nell'Ottocento. Chicca di questa sezione è la presenza anche degli stampi lignei utilizzati per crearli.

Nella Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, invece, si svolge la seconda parte della mostra. Vi si può spiare la quotidianità di un'aristocratica genovese in un'esposizione dedicata alla giornata di una raffinata, elegante e neoclassica signora in intimo colloquio con il proprio corredo.

(a cura di Caterina Vagliani)

(l' immagine è tratta dal catalogo della mostra edito da Umberto Allemandi & C.)